Disagio psichico mentale,  Ferite della vita,  Psichiatria,  Psicologia

Linehan, Una vita degna di essere vissuta

Quando si si scrive partendo dal vissuto proprio, specie se è stato patito e doloroso, le parole sono come pane: nutrono. Possono essere anche indigeste per la lettrice e il lettore, ma difficilmente sono calata dall’astrattezza, ma affondano nell’essere incarnate.
È la storia di questo libro-racconto della psicologa e psichiatra americana Marsha M. Linehan, edito da Raffaello Cortina. Queste competenze, psicologia e psichiatria, sono maturate durante l’adolescenza, perché Marsha si vede risucchiata in una spirale che l’ha portata a manifestare tendenze suicidarie ma, dopo alcuni anni bui in un istituto psichiatrico, grazie alla sua tenacia è riuscita a iscriversi all’università e a specializzarsi in terapia comportamentale.
Non è da tutti questa capacità reattiva e di resilienza. Per questo, a maggior ragione, questo testo merita di essere letto, regalato, diffuso.
Ci è voluto un grande coraggio per uscire allo scoperto – scrive il dr. Allen Frances parlando dell’infanzia di Marsha nella Prefazione – per condividere i momenti più dolorosi e privati, quelli che chiunque potrebbe voler dimenticare o tenere per sé“.
Il volume, nella sua forma narrativa, è scandito in 4 parti e 36 capitoli. Uno più denso dell’altro.
C’è sempre speranza: le persone apparentemente incurabili – evidenzia il dr. Allen Frances – vengono abitualmente curate. Questo è un incoraggiamento per i pazienti e i terapeuti a non arrendersi mai, anche quando il futuro appare poco roseo e la resa sembra l’unica opzione rimasta“.
La dottoressa Marsha M. Linehan ha ideato una terapia con l’acronimo DBT: Dialectical Behavior Therapy. In 10 anni sono stati formati circa 10.000 terapeuti con la DBT di Marsha, lei che per prima ha attraversato questo tunell nell’adolescenza.
La DBT è il trattamento terapeutico per le persone altamente suicidarie e autodistruttive, alle quali spesso viene diagnosticato un disturbo borderline della personalità.
Era una bella giornata del 2011. Mi trovavo – racconta di se Marsha M. Linehan – davanti a un pubblico di un rinomato istituto psichiatrico nel Connecticut. Stavo per parlare per la prima volta alla gente di come sono davvero arrivata a sviluppare la DBT. Non solo degli anni impiegati in ricerche e prove, ma anche del mio percorso personale. Stavo per rivelare pubblicamente per la prima volta dettagli estremamente intimi della mia vita, che per decenni avevo custodito con cura. Perchè ho voluto farlo? Perché non volevo morire codarda“.
Grazie professoressa Marsha M. Linehan. Grazie per aver dato voce al tanto patire della sua vita e che ora si è trasformato in bene profondo per donne e uomini che, come lei stessa dice, “popolazione di persone che sentono di vivere come all’inferno, così disperate che la morte sembra loro un’alternativa ragionevole“.
Marsha M. Linehan evidenzia che “due cose rendono unica la DBT: la prima cosa è l’equilibrio dinamico tra l’accettazione di se stessi e la propria condizione di vita da un lato e l’accoglimento del cambiamento dall’altro. Dialectical, ovvero, dialettica, significa equilibrio degli opposti e raggiungimento di una sintesi. La seconda cosa è l’inclusione della mindfulness (consapevolezza) come abilità terapeutica, una novità assoluta in psicoterapia“.
Per le persone, per dirla con Marsha, che “si sentono di vivere come all’inferno” aprire questo libro e iniziare a viaggiarci dentro, è un primo passo. Non l’unico, ovvio. Ma almeno si parte.

Marsha M. Linehan Una vita degna di essere vissuta, Milano, Raffaello Cortina, 2020, pp. 414, € 24,00.