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Nacci, Alzati e cammina. Sulla strada della viandanza

Se ti chiedi che senso ha un libro come questo, allora è meglio che non lo comperi, non continui a leggerlo. Meglio ancora: se lo hai già comperato, o ricevuto, lo metti su un tavolo lungo un corridoio di passaggio: chissà che qualcuno lo prenda, lo sfogli e torna a lasciarlo ancora.
È un libro sul cammino – scrive il viandante che scrive -, la c maiuscola non c’è, perchè le maiuscole sono legionari che portano il comandante al trionfo. Il trionfo è l’antitesi del cammino“. In questi ultimi anni della mia vita ho imparato tanto dalle c minuscole: volti, luoghi, silenzi, lacrime, grasso, assenza, nudità. Le c minuscole sono compagne e maestre nella mia viandanza. Che non è la sua, né la tua, né la loro. “Il viandante non detiene nulla – appunta colui che ama andare fuori sentiero – non accumula proprietà, non si ricopre di cariche onorifiche, perché se così fosse sarebbe pesante, e sulla soglia di ciò che è pesante scivola da una parte o dall’altra in fretta“.
Ripartire non è solo rialzarsi. Ripartire è rinascere senza grembo di carne materna, ma dal grembo del vissuto, patito e ricevuto in un’inedito che non pensavo. Viandanza è la strada dove ognuno cade, rinasce, trova il suo passo. Viandanza è transumanza perché cammino con il mio corpo portando l’orecchio a quello interiore, in un passaggio continuo. La viandanza è povertà, perché non posseggo e non voglio possedere. “Tu non sei portatore di nessuna verità – appunta la guida escursionistica -. Anche tu sei stato l’uomo, la donna che non ha aperto la porta, quando hanno bussato“.
Nei giorni scorsi ho spedito un pacchetto a Milano con dentro il mio ultimo libro (non scrivere al viandante per dire che ci sono refusi nel testo, perché la viandanza non ha errori, ma passi). Tre giorni dopo il mio amico, al quale avevo spedito il libretto a Milano, mi dice che da tempo si è trasferito a Roma. Mi son detto: spero che quel pacchetto venga aperto da chiunque, che non mi torni indietro, ma faccia la sua strada e arrivi lì dove c’è qualcuno che non lo aspettava. Come ognuno di noi, te, me.
Se, infine, deciderai di comperare questi 186 passi, sappi che non dovrai possedere il testo, perché lui sfuggirà da te.
Fatti ospite e lui si sentirà ospitato.
Chissà che tra viandanti, tra chi è poeta e chi spedisce libri senza sapere che la persona aveva cambiato indirizzo…, ci si incontrerà in questa vita. Ultreya, viandante che ami andare fuori sentiero.

Luigi NacciAlzati e cammina. Sulla strada della viandanza, Portogruaro, Tascabili Ediciclo, 2020, pp. 186, € 11,00.