Chiesa,  Rigenerazione,  Sinodalità

Bonini, Chiesa cattolica e Italia contemporanea. I Convegni ecclesiali (1976-2015)

Ora che la Chiesa in Italia si avvia verso un processo inedito di sinodalità nei prossimi anni, sarà utile leggere questo testo, per avere non solo la cornice storica di come si sono svolti i Convegni ecclesiali nella Chiesa italiana, ma soprattutto per capire che quanto ha richiesto Bergoglio alla CEI è una sinodalità con il popolo, per il popolo, non senza il popolo.
Perché, allora, si avverte una fatica in non pochi vescovi ad avviare processi di sinodalità? Perché sinodalità chiama in causa pazienza, tempo, silenzio, ascolto, fiducia, libertà interiore, abbandono provvidente.
Il sinodo o lo convoca il vescovo diocesano, per la sua diocesi, o lo convoca il Papa, per la Chiesa universale (scegliendo un tema).
Quello che si vivrà da qui in avanti, dunque, non sarà un nuovo Convegno ecclesiale – come i precedenti e come Bonini li espone qui nel suo testo – ma sarà un percorso e un processo così nuovo per vescovi, preti, laici e comunità tutte che si rivelerà man mano che lo si vive. Perché nel discernimento, base costitutiva della sinodalità, non vi è nulla di precostituito, pre-deciso, pre-stabilito.
I Convegni ecclesiali, tutti – scrive Bonini – permettono di inverare e ribadire l’intenzionalità attorno al tema dell’evangelizzazione, variamente declinata, come è ovvio, nell’arco dei cinque decenni, ma comunque intesa come dinamismo di annuncio, testimonianza e operosità“.
Nel 1976 la CEI si interrogava se doveva chiamarlo “Convegno o Congresso” come evidenza Bonini, perché “è tutto nuovo e nel vertice della CEI c’è la consapevolezza di un evento inedito e importante, ma nello stesso tempo difficile trovare prima di tutto proprio la denominazione“.
Dare un nome significa, dunque, dare identità. E non era cosa da poco nel 1976 quando la Chiesa avvia la ristrutturazione dello spazio ecclesiale nella società italiana. Percorrendo storia, genesi, frenate, slanci di ogni singolo Convegno ecclesiale – con precisione e acume da parte dell’Autore – dal 1976 vissuto a Roma, si passa a Loreto 1985, a Palermo 1995, a Verona 2006, a Firenze 2015.
E proprio a Firenze si assiste, almeno nella forma, al giro di boa: d’ora in poi non più un Convegno, come i precedenti, ma un convenire con un metodo inedito per la Chiesa italiana, avviando un modo di procedere che richiederà molto tempo perché la reciprocità “dal basso all’alto e dall’alto al basso” è frutto di relazioni, decantazione, libertà interiore, ascolto della gente, preghiera comunitaria e personale (alcuni dei tratti essenziali della pedagogia ignaziana).
Il traguardo è il giubileo del 2025 – evidenzia Bonini nella conclusione – con un cambiamento che reclama nuovi soggetti e soggetti nuovi, ovvero la conversione come cifra incalzante“.
Un testo, dunque, che ha il pregio di attraversare i diversi Convegni ecclesiali della Chiesa italiana con la pazienza di attendere le fatiche e le frenate succedutesi e, nel contempo, con lo slancio che proprio nella relazione vescovo-preti, preti-gente, gente-popolo la Chiesa è capace di fidarsi dello Spirito di Dio che parla alle Chiese di ieri, di oggi, di sempre (Ap 3).
Vedremo se al giro di boa della forma, segue quello della sostanza. La fiducia è sempre una saggia compagna.

Francesco BoniniChiesa cattolica e Italia contemporanea. I convegni ecclesiali (1976-2015), Roma, Studium, 2020, pp. 184, € 19,50.